Storia

“L’avvocatura può dirsi essere non soltanto una professione, ma una istituzione, che si lega con vincoli invisibili a tutto l’organismo politico e sociale. L’avvocato senza avere pubblica veste, senza essere magistrato, è strettamente interessato all’osservanza delle leggi, veglia sulla sicurezza dei cittadini, sulla conservazione delle libertà civiche, porta la sua attenzione su tutti gli interessi, tiene gli occhi aperti su tutti gli abusi ed è chiamato a segnalarli senza usurpare i diritti delle autorità. Un eminente magistrato ebbe ottimamente a scrivere che l’avvocato deve essere il primo giudice di tutte le contestazioni giudiziarie; e ripeté così, può dirsi, la squisita definizione del poeta latino:
Perpetuus populi privato in limine praetor “.

Con queste parole Giuseppe Zanardelli tracciava la funzione civile, prima ancora che giuridica, dell’avvocato nel discorso dell’inaugurazione della prima adunanza annuale del Collegio degli avvocati tenutasi in Brescia il 15 febbraio 1875.

Dopo oltre un secolo da tali parole quella funzione, quei medesimi valori e, soprattutto, il costante impegno a mettere in essere senza esitazione, con tenacia e l’una e gli altri dovrebbero continuare a contraddistinguere l’attività di ogni singolo avvocato. Le mutate condizioni storico – sociali nelle quali attualmente si esercita la professione forense in nulla possono – e devono – modificare lo spirito ed il senso dell’impegno, dei vincoli e delle prerogative enunziate agli albori dell’organizzazione moderna della professione d’avvocato.

In questo spirito ed anche allo scopo di perpetuare queste antiche e nobili tradizioni legali, l’Associazione italiana degli Avvocati d’Impresa torna ora, dopo un forse troppo lungo periodo di “sonno”, a riproporre la propria attiva presenza non solo nel foro giudiziario, ma anche nel vivo della vita civile in Italia ed all’Estero.

Raccogliendo l’eredità laica propria dei giuristi risorgimentali, che diedero vita ai codici post unitari, nel 1947 tale Associazione venne costituita in modo orale. Essa conobbe, in particolare negli anni 60, periodi di grande notorietà e diffusione sul territorio italiano.

Nel 1998, poi, l’Associazione cambiò totalmente aspetto e completò la propria sostanza: venne ricostituita in forma scritta, venne rielaborato lo statuto e vennero individuati nuovi obiettivi.

Negli ultimi anni la professione forense ha subito profonde modificazioni, alcune di valenza positiva ed altre, troppe, di valenza negativa. L’intendimento, dunque, degli associati è quello di affrontare tali trasformazioni sia con la competenza tecnica e specialistica, che le nuove realtà sociali nazionali ed internazionali impongono, sia con l’impegno deontologico, che la fedeltà alla correttezza etica della funzione sociale dell’avvocato da sempre esige.